Parodia, dialogo in assenza, spiazzamento e no sense. Cambiando l’ordine delle tecniche di scrittura umoristica il risultato non cambia.
Quando Gabriele Aprea scrive o parla genera sempre una risata spontanea. Lo ha fatto anche ieri.
Protagonista del terzo appuntamento di RDL Off, l’autore di “Poteva andare peggio”, “Il mio psicanalista si è suicidato”, “Frammenti di un discorso umoristico” e “Ma cosa state facendo”  ha intrattenuto il pubblico della libreria “La bottega delle parole” facendo la spola tra episodi tratti dalla realtà quotidiana e spunti di pura fantasia.
Filo conduttore dell’evento la sottile e finissima ironia usata dallo scrittore per mettere a nudo il rapporto tra l’uomo e i suoi problemi esistenziali, da quelli più intimi ad un semplice ascensore fuori servizio. E poi, il rapporto d’amore che sta alla base dei suoi racconti: quello tra il foglio e la penna. – L’importante – precisa Aprea – è che sia sempre la penna a stare sopra, altrimenti il racconto non nasce.

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